La rievocazione itinerante del Natale in costume tradizionale sardo, con i balli e le musiche suonate dal vivo all'organetto e alle launeddas, inizia con la scena dell'annuncio del concepimento e della futura nascita di Gesù da parte dell'Arcangelo Gabriele a Maria. Successivamente viene inscenata "La visita di Maria alla cugina Elisabetta", passo del Magnificat contenuto nel primo capitolo del Vangelo secondo Luca, nel quale si descrive il cammino della Vergine verso la casa di Zaccaria in Giudea, luogo dove incontra la cugina Elisabetta. Il saluto tra le due donne, entrambe gravide, porta Elisabetta a pronunciare la benedizione per il frutto che Maria porta in grembo e per la sua fede nelle parole dell'Arcangelo Gabriele. "Il dubbio di Giuseppe" è un episodio tratto dai Vangeli Apocrifi nel quale Giuseppe, alla visione di Maria incinta, viene assalito dal dubbio e medita di ripudiarla, ma la visione di un angelo interviene per istruirlo prontamente sul Mistero. L'editto del censimento, invece, appartiene al Vangelo secondo Luca che riferisce in merito a un primo censimento di Quirinio realizzato su tutta la terra dietro ordine dell'imperatore Augusto, in occasione del quale avvenne la nascita di Gesù a Betlemme, al tempo di re Erode. Dopo la partenza per Betlemme, si prende in esame lo scorcio del Nuovo Testamento in cui Maria, particolarmente provata dal viaggio, in groppa a un asinello, durante il viaggio, all'incontro con i contadini, ritorna con la mente e il cuore al giorno della vista dell’arcangelo Gabriele, a quelle parole udite e poi risuonate nel cuore, inaspettate come un lampo e penetranti come una spada l’avevano resa gioiosa: "Rallegrati, o piena di grazia (Lc 1,30)". "L'arrivo a Betlemme e il rifugio nella mangiatoia" e "La nascita di Gesù", sono le tappe conclusive del progetto dedicato alla riscoperta dei costumi e delle tradizioni parteollesi. Maria e Giuseppe arrivano a Betlemme la sera del terzo giorno e il piccolo villaggio,che contava allora un migliaio di abitanti, rigurgitava di gente. Dopo aver invano cercato un posto in cui alloggiare, finalmente trovano un uomo che concesse loro l'utilizzo di una delle stalle di cui era comproprietario. Trovato ricovero, i due ringraziano della disponibilità e vanno a farsi censire. Verso le otto di sera si recano alla periferia dov’erano le grotte adibite a stalla. Trovano la caverna indicata, scavata nel fianco di una collinetta; era nei pressi dell’abitato ma abbastanza appartata per garantire la riservatezza necessaria al lieto evento ormai imminente. Quella stalla, lunga sette metri e larga quattro, era parzialmente occupata da un bue; tetra e  un po’ sporca di letame, ma solitaria e tranquilla; e ciò bastava alla futura madre. Decisero di accamparsi lì dentro, sistemandosi alla meglio in attesa della prossima gestazione di Maria. Era scesa la notte e l’asinello stanco e dolorante per le fatiche del viaggio, lentamente si adagiò sul fieno per riposarsi. Di lì a poco nacque il piccolo Gesù e i Magi e tante persone vennero a portare i loro regali mentre i pastori vegliavano sui monti.